Un unico grande libro di storia dalla Preistoria all'Ottocento, con le strade più antiche della città a fungere da corridoi del tempo. Questi sono i cinque Musei Civici di Brescia, tra il centro storico e il colle Cidneo: il Parco Archeologico di Brescia Romana, il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento Leonessa d'Italia. E poi mostre temporanee, eventi, percorsi tematici, attività per le famiglie e laboratori per le scuole.
Ma c'è di più, se ti fermi un momento dentro le nostre sale. C'è una bambina che indica un'iscrizione romana e chiede cosa significhi. Una signora seduta nella Sala di Raffaello della Pinacoteca: è la sua terza volta. Una classe che si affaccia curiosa sulle Domus dell'Ortaglia cercando di scoprire in quale parte del mosaico è raffigurata un'aragosta. Persone di ogni età, Paese, lingua e cultura attraversano le stesse sale, ognuna riconoscendosi in qualcosa di proprio.
Questo è il nostro lavoro, dal 1826. Tenere aperti questi spazi. Custodirne i tesori all'interno, e invitare chi sta fuori ad entrare.
Tutto cominciò una sera di duecento anni fa, durante gli scavi del Capitolium. Il terreno aveva appena restituito qualcosa di prezioso: pezzi di un tempio romano, statue dimenticate per secoli, iscrizioni che tornavano alla luce. Un gruppo di cittadini bresciani decise che quelle pietre appartenevano alla città intera. Da quel momento nacque definitivamente una nuova consapevolezza, e una nuova volontà: dare a Brescia il suo primo Museo. Il Museo Patrio. E quella stessa consapevolezza e responsabilità contraddistingue, oggi, l'impegno della nostra Fondazione nella cura e valorizzazione di quella eredità.
C'è qualcosa che i musei fanno, anche quando non te ne accorgi. Ti rallentano. Ti portano dentro uno spazio in cui il tempo si allunga, i colori hanno peso, ogni forma chiede di essere guardata con attenzione. Non e un caso che diverse ricerche confermino che il benessere percepito cresce in modo misurabile dopo una visita: l'incontro con l'arte abbassa i livelli di stress, allevia l'ansia, accompagna chi entra in qualcosa di simile a una meditazione spontanea.
L'archeologia, poi, ha un potere ancora più raro. Stare davanti a un mosaico romano del II secolo, o toccare con gli occhi le colonne del Capitolium, restituisce una prospettiva che nella vita di tutti i giorni e difficile da trovare: quella del tempo lungo. Ci ricorda che siamo parte di una storia molto più grande del nostro presente, e per un attimo rende tutto più leggero.
Chi entra in un museo non esce mai come è entrato. Un bambino, un adulto, una persona anziana: ognuno porta a casa qualcosa che farà compagnia. Una forma, un colore, una storia. La sensazione di appartenere a qualcosa di più antico e più ampio di se. Ed e esattamente per questo che teniamo aperte le porte, ogni giorno.
Da duecento anni Fondazione Brescia Musei è affiancata da persone che scelgono di tenere aperte queste porte. Donatrici e donatori diversi tra loro, di ogni età e provenienza, accomunati da un gesto: prendersi cura della citta attraverso ciò che la racconta.
Ogni donazione diventa custodia. Scegli con quale gesto vuoi entrare in questa storia.
Hai aperto una porta. Per qualcuno che forse non ci sarebbe entrato da solo: per chi passa davanti ogni giorno e non ha mai avuto il pretesto giusto. Quella porta oggi è aperta anche grazie a te.
Trenta bambini entrano in fila, un po' rumorosi, un po' curiosi. Qualcuno di loro oggi vede un mosaico romano per la prima volta. Qualcuno tornerà. Hai reso possibile quella mattina.
Pensi che la cultura non dovrebbe avere una lista degli invitati. Con questo gesto rendi possibile un'apertura straordinaria, un evento, un momento in cui il museo smette di sembrare un posto riservato a qualcuno e diventa un posto per chiunque voglia entrare.
Alcune cose si perdono se nessuno interviene. Tu hai scelto di intervenire. Un frammento torna alla luce, un colore si stabilizza, qualcosa che stava scomparendo resta. Grazie a te.
Oppure scegli liberamente l'importo che preferisci
Dona oraBrixia, Santa Giulia, Pinacoteca, Armi, Risorgimento. E il corridoio UNESCO che li attraversa.